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Sos Enattos

EnattosMiniera di Sos Enattos.

La miniera di Sos Enattos è ubicata nel territorio comunale di Lula, in un contesto paesaggistico di notevole attrattiva per una natura in pate ancora incontaminata che la catena del Montalbo contribuisce a rendere di eccezionale bellezza. Lo stesso paese di Lula si trova adagiato alle sue in una posizione assai suggestiva,, con il suo contesto urbano in cui il nuovo ha saputo adattarsi al nucleo antico senza snaturarlo troppo, contribuisce positivamente a rendere il paesaggio assai piacevole. Si parla del nuovo che si è integrato con l’antico perché il nuovo ha avuto inizio e si è sviluppato soprattutto dopo che la miniera di Sos Enattos ha iniziato la sua trasformazione da piccola azienda familiare ad azienda organizzata modernamente secondo i canoni della più recente industria mineraria.

 

Tale cambiamento è avvenuto ad opera della RIMISA SpA, una società creata congiuntamente dalle Società private di Montevecchio SIPZ e Monteponi SpA, insieme alla AMMI SAPEZ, società facente capo alle Partecipazioni Statali. Cenni di storia della miniera di Sos Enattos si ritrovano in documenti redatti dal La Marmora e dal Sella nei loro importanti lavori sulle miniere sarde e sono testimoniati alle evidenti tracce di antichi lavori  ( pozzi romani ) osservabili fino al 1960 quando, per esigenze derivanti dall’ attività di produzione sempre più intensiva , si giunse alla distruzione di queste testimonianze  che presumono la presenza in epoca romana, di schiavi condannati “ ad metalla “. E’ comunque certa nel territorio, nell’ XI° secolo D.C., la presenza di una colonia di ebrei gestita da un ricco possidente di nome Nabat o Nabatha come soprintendente. Per un periodo di tempo abbastanza lungo non si hanno notizie certe; solo nel 1864 risulta una “ dichiarazione di scoperta del giacimento “ con successiva concessione mineraria che, dopo altre vicende in mano a privati, nel 1905 viene trasferita ad una società mineraria franco-belga la “ Societè Anonyme des Mines de Malfidano “. Dopo una successiva rinuncia ed un conseguente periodo di stasi nell’area della miniera viene concesso  un permesso di ricerca a privati, poi trasferito  nel 1951 alla RIMISA SpA.

GuerrieroQuesta società dopo un intensa campagna di ricerca , coronata da risultati incoraggianti, chiede una concessione mineraria  che viene accordata nel 1962. Rinasce così la miniera di Sos Enattos, che, modernamente attrezzata con tecnologie di avanguardia  ed operante con metodologie della più avanzata arte mineraria , da inizio ad un fecondo periodo produttivo. Nel 1971 però, proprio durante un periodo di forte attività, mentre viene ultimato il pozzo Rolandi per meglio estrarre il minerale prodotto in profondità, si manifesta una forte crisi dell’ attività mineraria, specie nel settore piombo-zincifero, che costringe gli azionisti privati a rinunciare alla proprietà . Per salvare l’ occupazione l’ Ente Minerario Sardo subentra quale unico azionista e cerca, con imponenti ristrutturazioni , di migliorare produzioni e rendimenti. Nell’ intervallo di tempo che va dal 1979 al 1983, l’ attività di produzione viene temporaneamente sospesa e si procede anche ad un ridimensionamento dell’ organico con esodi sostituzioni che ringiovaniscono il personale ma, portano l’ organico a circa 48 unità con le quali si operano altre trasformazioni della struttura produttiva cercando di ottimizzarla al massimo e di migliorare il conto economico. Malgrado tutti gli sforzi, nel 1996anche la miniera di Sos Enattos è costretta alla chiusura produttiva come la quasi totalità delle altre miniere sarde del settore.

La Società RIMISA viene comunque incaricata di procedere subito alla messa in sicurezza degli impianti, nonché dei luoghi già interessati dell’ attività mineraria, poi alla riabilitazione del territorio con particolare riguardo agli interventi necessari per rendere la vecchia miniera capace non solo di tramandare il valore della cultura mineraria e delle moderne tecnologie utilizzate, ma anche degli alti valori umani in essa coinvolti e di predisporre la stessa per nuove attività che assicurino posti di lavoro e sicurezza economica ai suoi dipendenti. Nel 2003 la Società RIMISA SpA viene assorbita dalla società IGEA SpA  della Regione Autonoma della Sardegna, e continua sotto la nuova ragione sociale il suo cammino volto, ora a completare nella sua miniera, ormai non più produttiva tutti i lavori che possono legittimare, nel modo più completo, il suo inserimento fra i siti di interesse del Parco Geominerario della Sardegna sorto sotto il patrocinio dell’ UNESCO che ha riconosciuto tali siti come patrimonio universale.

Nel territorio di Lula, qualche Km a nord del paese, sono state attivate sin dal secondo cinquantennio dell’ottocento, altre due miniere, quella di Guzzurra e quella di Argentaria, nelle quali, senza continuità, si sono prodotti rispettivamente minerali piombiferi e piombiferi-argentiferi.

Sono questi siti ubicati in un luogo molto piacevole e presentano ruderi di certo interesse  che vale la pena di visitare per rendersi conto del modo di costruire, assai pregevole, di quei tempi.

Tutti i siti sono ora visitabili.

Carrello

Le visite si effettuano solo su prenotazione telefonando al n° 0784-416614  dalle ore 09:30 alle ore 12:30 e dalle ore 14:30 alle ore 17:30 dal lunedì al giovedì, dalle ore 09:3  alle ore 12:30 il venerdì.

Tariffe :

Individuali                             € 8,00

Ragazzi ( 6 – 12 anni )        € 4,50

Gruppi ( > 20 )                     € 6,00

Scuole                                 € 4,50