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Monte Albo

8322903Brevi accenni

Il massiccio calcareo del Montalbo, imponente e maestoso domina tutta la Baronia, ricco di vegetazione e di fauna endemica rappresenta una interminabile fonte di studio ed infatti è stato nominato come Sito di Interesse Comunitario.E’ caratterizzato da una linea di cresta lunga ben 13 km con un'altezza media superiore ai 1000 m. Assume una forma tipicamente allungata, ricco di gole e di grotte ancora tutte da scoprire ed esplorare ha la sua massima altezza con le punte gemelle e vicine tra loro chiamate Punta Catirina Punta Turuddò , entrambe di m. 1.127, Pinnettuoltre i mille metri troviamo Punta Ferulargiu di metri 1057, Punta Su Mutrucone di metri 1050,  Punta Gurturgius di metri 1042,  Punta Cupetti di metri 1029.La flora e la fauna presente nel Montalbo è ancora considerevolmente ricca, nonostante la scomparsa di cervi e daini ed il progressivo depauperamento della boschi causato da incendi e/o sfruttamenti per la produzione di carbone. Durante le escursioni è facile incontrare folti gruppi di mufloni o avvistare il maestoso volo dell’ aquila reale che nidifica tra le sue creste. Gli accessi al Montalbo possono essere effettuati da più punti, ma è importante affidarsi a guide esperte che conoscono  perfettamente il territorio e le sue insidie naturali, fattore da non trascurare minimamente per salvaguardare la propria incolumità. Le escursioni permettono di scoprire l'aspra e selvaggia bellezza dei luoghi citati, camminando lungo antiche mulattiere o seguendo il cammino dei carri è possibile incontrare antichi ovili chiamati “ Sos Pinnettos “ e “ Sas Prazzas “ in cui i carbonai preparavano ed accendevano le pire di legna per fare il carbone. Il panorama è di rara bellezza e dalla sua altezza è possibile ammirare sia il territorio dell’ interno che le meravigliose coste del  mare sino all' isola di Tavolara    un mondo che saprà catturare il cuore e l’ animo delle persone che andranno a scoprirlo, rendendo indimenticabili quei momenti.

Inquadramento geografico.

Provincia: Nuoro
Comune: Lula, Siniscola e in minima parte nei comuni di Lodè, Loculi, Irgoli, Galtellì, per una superficie totale di circa 70 Kmq.

Inquadramento climatico

L'analisi relativa ai parametri termo-pluviometrici e del diagramma di Bagnouls-Gaussen, rilevati su stazioni vicine mette in evidenza le caratteristiche del clima di questa zona. L'inverno è moderatamente freddo, potendo usufruire dell'azione termoregolatrice del mare data la modesta distanza da questo. La temperatura minima del mese più freddo con un valore di 2,5 °C da un'idea dell'intensità del fenomeno. La stagione fredda, calcolando la sua durata in base ai giorni con temperatura media inferiore o uguale a 10 °C, si protrae per quattro mesi (120 gg.). L'escursione termica annua è abbastanza pronunciata con 19,2 °C. Il minimo assoluto con -7 °C, indica che si verificano gelate che possono provocare danni alla vegetazione o ridurre il periodo vegetativo che dovrebbe essere di 320 giorni l'anno, se, si considerato i giorni con temperatura superiore a 10 °C, soglia che rappresenta il minimo indispensabile per lo svolgimento dell'attività' fisiologica di molte piante. Le precipitazioni medie annue delle stazioni considerate sono notevoli e, si ritiene di essere vicini alla realtà se al M. Albo si attribuisce una piovosità media di oltre 900 mm. Le precipitazioni sono concentrate nel periodo invernale, in questa stagione si ha infatti il primo max, il secondo max è invece autunnale. Esse vanno poi via via decrescendo per diventare scarse d’estate, rispecchiando quelle che sono le caratteristiche del clima mediterraneo. Il regime pluviometrico è del tipo I.A.P.E. Dal diagramma di Bagnouls-Gaussen della stazione termo-pluviometrica di Nuoro, il periodo di aridità si protrae da metà giugno fino alla fine di settembre per complessivi 105 giorni.

Inquadramento fitoclimatico

Da un punto di vista fitoclimatico, in base ai parametri termici delle stazioni prese in esame, si deduce che termicamente possono considerarsi ascrivibili al Lauretum di Pavari (1916) .
Si può supporre che anche il territorio in considerazione sia da ascrivere al Lauretum, sottozona calda e media per quanto riguarda le quote più basse ed esposte a sud, alla sottozona fredda per le quote più elevate ed esposte a nord.

BoscoInquadramento vegetazionale

La vegetazione del Montalbo è formata in gran parte da specie tipiche dell’area mediterranea ed è costituita da circa 660 specie elemento questo che la distingue come area di notevole importanza botanica per la ricchezza e la peculiarità della flora in esso presente. Tra le specie, alcune sono particolarmente rare in senso assoluto (endemismi), altre lo sono nell’ambito della Sardegna o del bacino mediterraneo, altre ancora, la maggior parte sono piante distribuite su aree geografiche molto vaste e talune cosmopolite. Da un punto di vista fisionomico-strutturale, il tipo di vegetazione forestale piu' rappresentativo e' il bosco di leccio, diffuso nelle localita' " Pranu de Altude ', Sa Palitta, Sa Costera, Calancone, Cuile Ortorutta, anche perchè le condizioni di relativa aridita' estiva, (le precipitazioni occulte non sono trascurabili), e il moderato freddo invernale (Sottozona media del Lauretum di Pavari e sottozona fredda nelle esposizioni nord) costituiscono l'optimum per la specie. La foresta di leccio, molto densa, nel suo corredo floristico e nel suo rado sottobosco non ammette che pochi elementi tolleranti dell'ombra: Phillyrea_latifolia (llatro) , Ruscus aculeatus (Pungitopo) , Arbutus unedo (Corbezzolo) , Crataegus_monogyna (Bianco Spino) ,Viburnum tinus (Laurotino) , Cyclamen repandum (Ciclamino) , Epipactis latifolia (Elleborina) , Geranium lucidum (Geranio Lucido) , Carex halleriana (Carice) etc. Nelle zone piu' elevate e con esposizioni a nord spesso al Quercus ilex (Leccio) si associano, anche se in maniera sporadica, elementi montani come Acer monspessulanum (Acero Minore) , Sambucus nigra (Sambuco) , Amelanchier ovalis (Pero Corvino) , Taxus baccata (Tasso) , Sorbus aria (Sorbo Montano) . Quando lo strato arboreo si dirada, per motivi topografico-edafici e per conseguenza di interventi antropici sul soprassuolo, subentrano elementi piu' eliofili come Juniperus oxycedrus (Ginepro Rosso) e Jiunoperus phoenicia (Ginepro fenicio) , Erica arborea , Pistacia lentiscus (Lentisco) , Asparagus acutifolius (Asparago) . Su vaste zone, (in localita' "Praza sa Ichedda, Su Crapolu, Mangallu, Sa e Mussinu, Janna Cummitarvu, Janna Aiutu e Voe), l'intervento antropico, (come dimostrano le frequenti piazzuole dei carbonai che si incontrano nel percorrere il bosco e risalenti all'ultima utilizzazione di trentasette anni fa) sul preesistente bosco di leccio, ha determinato la comparsa di stadi di vegetazione secondaria rispetto a quella che era la fase climax della foresta di leccio originaria, aprendo la strada alla degradazione. Il risultato e' che oggi vaste porzioni del territorio in esame risultano coperte da macchie e garighe fino ad arrivare agli estremi della roccia nuda, soprattutto là dove l'intervento antropico ed il pascolo, associato a particolari condizioni stazionali (pendenze accentuate) e all'azione erosiva delle acque meteoriche hanno favorito la messa a nudo della roccia madre. In queste formazioni di origine secondaria le specie vegetali che si incontrano piu' frequentemente sono Phillirea latifolia e angustifolia, Juniperus oxicedrus e phoenicea, Pistacia lentiscus, Rosmarinus officinalis (Rosmarino) , Stachys glutinosa (Betonica fetida) e nelle zone piu' elevate Teucrium marum (Camedrio maro) e Teucrium polium (Camedrio polio) , Anthyllis hermanniae (Vulneraria spinosa) , Santolina corsica ed Euphorbia spinosa . Nelle zone rupestri e di vetta è presente una flora spesso ricca di specie rare e di endemismi nonché formazioni ad arbusti montani prostrati.

aquila  reale voloInquadramento faunistico

La fauna e i biotipi presenti nel Montalbo sono numerosi e lo classificano verosimilmente come “biotopo di importanza internazionale”. La fauna principale presente nella Montalbo annovera specie come il Cinghiale (Sus scrofa) , la Pernice sarda (Alectoris barbara) , La Lepre sarda (Lepus capensis maditerraneus) , il Gatto selvatico (Felis libica sarda) , la Martora (Martes martes latinorum)il Topo quercino (Eliomys quercinus sardus) , Il Geotritone del Montalbo (Speleomantes flavus) ,l' Aquila Reale (Aquila chrysaetos) , la Poiana (Buteo buteo arrigonii) , l’Astore (Accipiter gentilis arrigonii) , Barbagianni (Tyto alba) , il Discoglosso sardo (Discoglossus sardus) , la Raganella sarda (Hyla sarda) , la Biscia dal collare (Natrix natrix) , il Rinofolo minore (Rhinolophus hipposideros) , il Rinofolo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum) , il Vespertilio di capaccinii (Myotis capaccinii) .

 Fonte : Sardegna Ambiente.