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Santu Juanne

luvulaLa festa in onore di San Giovanni, inaugura un periodo importante, il solstizio d’estate. E’ noto che tantissimi elementi delle tradizioni religiose, traggono la loro nascita da culti pagani, e più specificatamente nel calendario naturale legato alla rinascita della natura ed alla raccolta dei suoi frutti che portavano unione sociale, festa e lavoro.
Questo rito si celebra in tantissimi paesi dell'isola con la ricerca di particolari erbe, la preparazione delle fascine sino all'accensione dei fuochi e non meno il rito del comparatico.
La festa di San Giovanni a Lula ha tutta una sua storia che inizia il 24 gennaio del 1830, giorno in cui nasce Giovanni Andrea Truiscu, figlio di Salvatore e di Lucia Mele, storia ricostruita grazie ai racconti di avi e parenti.
Solo con il loro prezioso aiuto sono riuscito a ricostruirne il percorso e la storia da cui trae origine la devozione al Santo,riscontrando nei fatti, nelle date e nei documenti in mio possesso quanto ora vi racconterò.
Nel 1830 la nostra isola fa parte del Regno di Sardegna, denominazione che cominciò ad essere utilizzata progressivamente per indicare l'insieme dei possedimenti sabaudi anche se formalmente il Regno di Sardegna continuò ad essere limitato all'omonima isola ed essere istituzionalmente distinto dai cosiddetti "Stati di terraferma" della dinastia sabauda, condividendone solo il capo dello stato, re per i sardi, duca per i savoiardi, principe per i piemontesi ecc. Per indicare ufficialmente l'insieme dei possedimenti sabaudi si usava il termine "Stati del Re di Sardegna". Soltanto la fusione perfetta del 1847, ratificata da Carlo Alberto su richiesta delle istituzioni della Sardegna, diede vita ad uno stato unitario; esso comprendeva tutti i precedenti stati sabaudi e gli venne mantenuta la denominazione di Regno di Sardegna ma subendo una totale trasformazione del suo ordinamento giuridico, con una carta costituzionale, lo Statuto Albertino, una nuova organizzazione amministrativa e doganale, un unico parlamento e una nuova capitale, Torino, da secoli residenza della dinastia. 1-fanteria La storia militare del nostro compaesano ha inizio il 27 gennaio del 1852, giorno in cui viene chiamato per la ferma alla leva militare, alto mt. 1.59, con naso affilato ed una lunga cicatrice sul ciglio destro, viene registrato al mandamento di Bitti al n. 12772 di matricola.
Il 18 ottobre del 1855 si imbarca per far parte del Corpo di Spedizione in Oriente raggiungendo quelle lontanissime terre da cui fece rientro nel giugno del 1856. Il conflitto in Oriente ebbe origine da una disputa fra Russia e Francia sul controllo dei luoghi santi della cristianità in territorio ottomano. Quando la Turchia accettò le proposte francesi, la Russia nel luglio 1853 la attaccò, l'Impero russo da un lato e un'alleanza composta da Impero ottomano, Francia, Gran Bretagna e Regno di Sardegna dall'altro. Famosissima e conosciutissima la Battaglia di Crimea, a cui partecipò il mio avo e per la quale ricevette la Medaglia Inglese.  Nel febbraio del 1857 la Medaglia Inglese fù scambiata con quella Sarda.  Nel 1859 partecipa alla Campagna d’Italia per il quale viene decorato con la Medaglia Francese per Decreto Imperiale del 1860 ed autorizzato a fregiarsene. Successivamente nel 1859 ricevette la Medaglia Commemorativa Francese per la Campagna d’ Italia.
Il 5 marzo del 1861 parte in congedo illimitato e rientra in patria.  Il soldato Giovanni Andrea Truiscu nel 1859, proprio nella Campagna d’Italia, fà parte della Fanteria Sarda e partecipa il 24 giugno del 1859 alla Battaglia di Solferino e San Martino.
In questo conflitto le truppe austriache si scontrano con quelle francesi, di cui facevano parte anche i soldati dell’esercito piemontese.
I tre eserciti erano comandati dai rispettivi sovrani: Napoleone III per la Francia, Vittorio Emanuele II per il Regno di Sardegna (ufficialmente alle dipendenze dell’imperatore francese) e Francesco Giuseppe per l’Austria.  Le truppe della fanteria sarda vengono impegnate a San Martino dove si distinguono in combattimento per l’ardore e la temerarietà con assalti all’ arma bianca, guerra che l’Austria perse insieme al territorio lombardo. Proprio da uno di questi ripetuti scontri nasce l’avventura di San Giovanni di Lula, il nostro eroe Lulese rimasto ferito nel campo di battaglia vide il nemico avvicinarsi per finire con la baionetta i feriti, con la forza della disperazione si nascose all’ interno di un tronco d’albero cavo vicino a un greto del fiume. Vedendo vicina la sua fine supplicò San Giovanni affinchè gli risparmiasse la vita, in cambio giurò che gli sarebbe stato devoto per tutta la vita e che avrebbe portato il Santo nel suo paese natio per essere venerato anche da tutta la comunità. Sopravvisse anche a questa prova ed ad altre battaglie che lo aspettavano nel suo futuro, ma per tener fede alla promessa terminato il periodo di ferma andò a Napoli dove acquistò la statua del Santo. Sempre da Napoli, non appena possibile si imbarcò su una nave in partenza per la Sardegna ed arrivò ad Orosei, finalmente nella sua terra natia. Da lì proseguì verso il paese di Lula con un carro a buoi per collocare la statua nella chiesa del paese. Da quel momento è stato creato un comitato per organizzare la celebrazione del Santo, durante la festa la sua famiglia e le parti del comitato facevano sos cocconeddos e sos maccarrones de errittu per distribuirli ai i più bisognosi.
Eredina Usai, discendente di questo valoroso soldato, nel perpetrare la promessa di fede ha continuato con questa tradizione, proseguita poi in ultimo anche dalla figlia Nenna, dalle sorelle e dalle sue comari e dalle parti del comitato.

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